16
Ago

I POLITICI e L’ANONIMATO

E’ curioso notare come spesso i politici italiani amino scrivere sotto pseudonimo sui giornali e sui settimanali e siano invece pervicacemente contrari ad ogni forma di anonimato diverso dal loro (vedasi al riguardo le recenti dichiarazioni di Paolo Bonaiuti sui rischi connessi all’anonimato in rete). Qualche mese fa il senatore Jannuzzi editore dell’agenzia di stampa “Il velino” intraprese una strisciante campagna piena di insinuazioni e frasi non dette, contro “Il Barbiere della Sera” colpevole di essere un blog informativo sostanzialmente anonimo e soprattutto “scomodo”. Su Panorana in edicola e’ presente un interessante articolo firmato Asterix* (con l’asterisco finale) nel quale si attacca violentemente (e finemente) Eugenio Scalfari colpevole, secondo Asterix di prendersela con il Ministro Tremonti ad ogni occasione. Dai tempi di Ghino di Tacco o dei piu’ recenti editoriali di Devil su L’Espresso le cose sono in qualche misura cambiate. Oggi l’editoriaista anonimo ha bisogno, oltre che di uno pseudonimo ad effetto anche di un asterisco accanto alla firma. Nel caso specifico di Asterix l’asterico rimanda a fondo pagina dove si puo’ leggere:

*L’autore di questo articolo e’ un autorevolissimo consulente del governo

Erano forse meglio i Ghino di Tacco o i Mamurio Lancillotto di un tempo che non aggiungevano asterischi alla loro voglia di stupire e farsi notare dai lettori.

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