04
Ago

I PASDARAN del TRADEMARK



Vale la pena di leggere questo articolo che tratta della causa intentata dalla nota catena di cafeterie Starbucks ad una piccola commerciante di Astoria che si chiama Samantha Buck , proprietaria della cafeteria SAM BUCK’S. Dopo avere offerto a Sam ben 500 dollari per cambiare l’insegna del suo locale che avrebbe (secondo loro) generato confusione nei bevitori di caffe’ della piccola citta’ , Starbucks le ha semplicemente fatto causa. E pensare che – come ricorda l’articolo – Starbucks ha mutuato il suo nome dal Moby Dick di Melville al quale di certo non avra’ chiesto il permesso di utilizzo. Ed in ogni caso possiamo almeno possedere il nostro nome e cognome? Mi viene in mente una faccenda simile di qualche anno fa’ quando un editore di libri sacri italiano di nome Barbieri si vide recapitare una ingiunzione dalla Mattel, proprietaria del marchio Barbie che gli intimava di cambiare dominio in difesa del trademark della tettuta bambolina. Per fortuna vedo oggi che il sito di Barbieri e’ ancora online.

Resistere, resistere, resistere. :-)

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